Opposizione di Giove 2018

giugno
30th
2018

Diciamolo subito: l’opposizione di Giove del 2018 è stata una mezza delusione, per due motivi:

  • il primo e molto più importante, la bassa altezza sull’orizzonte di circa 30° che ha precluso qualsiasi possibilità di ottenere immagini paragonabili alle precedenti opposizioni, in particolare quella più recente con buoni risultati del 2016 (vedi galleria). In queste condizioni serve un seeing eccellente per ottenere una buona ripresa, ma ovviamente dalla mia zona non è stato possibile avere buone nottate
  • il secondo motivo è dovuto alla inadeguatezza degli strumenti a mia disposizione. Infatti al momento dell’opposizione disponevo del rifrattore acromatico da 15 cm f8 e del piccolo apo da 10 cm a f7. Il primo si è mostrato inadeguato ma era difficile immaginare il contrario: un rifrattore acromatico non può dare immagini con colori corretti, neanche con camere a colori e filtri particolari come il Baader Fringe Killer. Eccelle invece nelle riprese lunari o solari. Invece il piccolo apocromatico è stata una piacevole sorpresa, anche se limitata al suo limitato diametro.

L’immagine che propongo è stata ripresa alla focale di poco più di 1.700 mm, quindi non parliamo di alta risoluzione. Però il tripletto di questo 10 cm riesce a fornire una immagine più che decorosa:


Cliccando sull’immagine sarà possibile visualizzare i dati di ripresa.

Pensare di aver ripreso con un rifrattore da 10 cm e a f 16,8 con un framerate di 166 fps era pura fantascienza fino a pochi anni fa. E devo dire che studiando meglio la camera Zwo Asi 178 MC ho capito che potevo più che raddoppiare il framerate (fino a 478 fps).

Per il 2018 il bottino su Giove è quindi ridotto a una sola ripresa realizzata peraltro con un piccolo rifrattore, che normalmente utilizzo per le riprese del cielo profondo a lunga esposizione. Ho provato anche in altre serate con differenti strumenti, tra cui un Meade Lx 200 da 12″ ma il seeing non ha collaborato.

Non mi aspetto granché dalle opposizioni di Saturno e Marte, che saranno addirittura ancora più basse sull’orizzonte.

 

 

Luna del 25 e 26 maggio

giugno
23rd
2018

Alla fine del mese di maggio ho continuato le riprese sulla luna, approfittando delle buone performance del Rifrattore Bresser da 15 cm, che in accoppiata alla camera Zwo Asi 178 MM e il filtro Astronomik SII crea una combinazione ottimale per le riprese anche con seeing mediocre.

Il mosaico del 25 maggio è uno dei migliori finora realizzati da me:


Nonostante il seeing ballerino il filtro SII mi ha dato un grosso aiuto a contenere la turbolenza atmosferica.

Ho buttato quasi tutte le riprese fatte con barlow 2x, tranne un paio.

Cratere Clavius


Cratere Copernico


Ovviamente se il seeing non è ottimale, salendo con la focale non c’è filtro che tenga.

La sera del 26 maggio invece, complice anche il fatto che la luna era più bassa, il seeing era più ballerino e ha inficiato un pò le riprese. In ogni caso, questo è il mosaico più grande che abbia mai realizzato, con una risoluzione di ben 4.227 x 4.541 pixel:


Anche in questa serata purtroppo ho dovuto cestinare quasi tutte le riprese con la barlow 2x a causa della turbolenza atmosferica. L’unica che ho salvato è questa, contenente il cratere Gassendi e alcune rime:


Cliccando sulle miniature sarà possibile visualizzare le immagini a piena risoluzione e con i dati tecnici di ripresa

Ed ecco il consueto aggiornamento dei dati meteo:

– Gennaio 8 notti serene, tutte con seeing scadente

– Febbraio 7 notti serene, tutte con seeing scadente

– Marzo 5 notti serene, tutte con seeing scadente

– Aprile 10 notti serene, di cui una con seeing discreto

– Maggio 6 notti serene, di cui 2 con seeing passabile

 

Luna di maggio

maggio
29th
2018

Durante la seconda metà di maggio ho pensato di dedicarmi un pò alle riprese lunari. La luna è infatti il mio soggetto preferito 🙂 Purtroppo il maltempo ha imperversato regalando poche notti di sereno.

La sera del 18 maggio ho avuto qualche momento di cielo sereno ma comunque velato. Avevo montato il piccolo Apo Ts 102 f7, un tripletto fpl53. E’ il tele che uso per le riprese deep sky a lunga posa, ma siccome il seeing era pessimo ho pensato di riprendere un mosaico lunare a corta focale (715 mm).

Purtroppo oltre alla velatura c’erano anche delle nuvole di passaggio e la luna stava per tramontare sul tetto così mi sono affrettato a riprendere lo stesso. Devo dire che il risultato non è malaccio, mi aspettavo peggio:


Cliccando sulla miniatura sarà possibile visualizzare l’immagine a piena risoluzione con i dati di ripresa.

Il cielo era ancora piuttosto chiaro quando ho ripreso, e le nuvole hanno creato disomogeneità nella luminosità delle riprese.

In ogni caso questo piccolo apo performa benissimo, lo possiedo dalla scorsa estate (ci ho sostituito l’fsq 85) e mi ha molto soddisfatto. Ho provato delle riprese anche con barlow ma il seeing era troppo scadente.

Anche la sera del 19 maggio ho avuto nuvole e velature, ma stavolta in quantità uniforme tra le riprese.

Nonostante le nuvole sono riuscito a riprendere col filtro a banda stretta SII (che mangia tanta luce) col rifrattore acromatico da 15 cm.

E’ incredibile come anche con seeing mediocre questo rifrattore riesca a mostrare una immagine sufficientemente luminosa, ma soprattutto incisa, quasi tagliente. Per tanti anni ho usato strumenti riflettori e non sono ancora abituato alle immagini che può dare un rifrattore!

Il mosaico è piuttosto grande, e grazie alla asi 178 (che ha un bel sensorino) ho potuto realizzarlo in sole 4 passate:


Cliccando sulla miniatura sarà possibile visualizzare l’immagine a piena risoluzione con i dati di ripresa.

Peccato per il cielo velato e per le nuvole, inoltre il cielo era ancora piuttosto luminoso quando ho ripreso.

Apro una ulteriore parentesi per il  discorso filtro: sul rifrattore acromatico l’SII è il filtro che abbatte meglio la turbolenza atmosferica. L’ho provato sull’apo da 10 cm e non ha lo stesso effetto, anzi è peggio di un r+ir. Invece sul rifrattore acromatico 150 f8 ha un effetto molto particolare. Funziona meglio del rosso, meglio del continuum verde, meglio degli irpass 742 o 807.

Ho idea che questa particolare situazione (l’ho scoperta per caso, avevo provato anche l’Ha e l’OIII) sia dovuta al tipo di obiettivo acromatico. Il rovescio della medaglia è che l’SII mangia tanta luce, in pratica è come un rosso scuro. Però dai miei cieli afflitti sempre da cattivo seeing è l’unico modo per tirare fuori qualcosa. Al fuoco diretto va bene, ma quando si sale di focale bisogna fare appello a tutta la sensibilità del sensore mono della 178.

Per finire questo trittico di mosaici lunari, ecco una ulteriore ripresa del 20 maggio. Stavolta sono stato più fortunato perchè la velatura del cielo era più lieve rispetto a quella del giorno prima, ma comunque presente:


Cliccando sulla miniatura sarà possibile visualizzare l’immagine a piena risoluzione con i dati di ripresa.

Si tratta di un mosaico molto grande ottenuto da 4 riprese al fuoco diretto del solito rifrattore acromatico bresser 152/1200. Volendo sarei riuscito a farlo anche in 3 riprese ma di solito per i mosaici mi tengo largo per avere i riferimenti più comodi quando incollo le parti.

Questo rifrattore si sta comportando molto bene sulla luna (in accoppiata al filtro SII), anche se il seeing non era ottimale. Infatti le riprese con la barlow non sono buone. La particolarità che ho notato è che il rifrattore ha una profondità di fuoco notevolmente superiore se comparata ai vecchi riflettori che ho avuto e quando si raggiunge il fuoco è come se una calamita attirasse a se… non so se riesco a rendere l’idea. In pratica fare il fuoco è più immediato.

 

Ricomincio dalla Luna

aprile
29th
2018

Dopo la lunga pausa invernale qualche giorno fa ho ricominciato l’attività di astrofotografia sul mio soggetto preferito: la luna 🙂

Il lungo stop è dovuto al meteo inclemente che ha accompagnato tutto il periodo che va dalla fine dell’autunno all’inizio della primavera. Inoltre i fumi da riscaldamento che attraversano la mia postazione di ripresa precludono l’attività sia visuale che fotografica.

Detto questo, la luna è un soggetto che può sembrare banale e ripetitivo, ma in realtà le fasi di librazione rendono l’esperienza osservativa e fotografica unica per ogni sessione 😉 Anche nel corso di una stessa sessione, nel giro di poche ore, le figure sui crateri, le ombre, i picchi, ecc. possono mutare.

Dopo la dipartita del Celestron C11 il mio attuale strumento per le riprese in alta risoluzione è il rifrattore acromatico Bresser 152/1200.  I rifrattori acromatici hanno grossi problemi per le riprese a colori, ma questo è normale visto lo schema ottico. Su luna e sole invece riescono ad eccellere nonostante il diametro ridotto. Con il Bresser 152 ho avuto una piacevole sorpresa, ma ne avevo già parlato in merito alle riprese di questa estate. Riesce a raggiungere una incisione e un dettaglio davvero notevoli. Ovviamente non raggiunge la risoluzione del mio ex Celestron C11 ma parliamo di 15 cm di lente contro 28 cm di specchio: il confronto per le riprese in alta risoluzione sarebbe impietoso. Eppure nelle immagini lunari a grande campo il rifrattore produce immagini superiori. Cede il passo quando si aumenta la focale, ma è anche una questione di tempi di esposizione e fps.

La prima immagine che propongo è un mosaico dell’intera luna che ho potuto riprendere con soli 3 filmati: la camera Zwo Asi 178 MM ha un sensore davvero grande ed è comodissimo poter riprendere porzioni di luna così vaste. Ricordo con la vecchia dmk31 quando dovevo prendere 30-40 filmati per coprire l’intero disco lunare!


Il seeing decente della serata mi ha permesso di riprendere raddoppiando la focale a 2,4 mt:



Cliccando sulle miniature sarà possibile visualizzare le immagini a piena risoluzione e con i dati tecnici di ripresa.

Per questa sessione di ripresa ho cambiato il filtro. Infatti precedentemente avevo trovato che il filtro a banda stretta SII lavora molto bene con questo rifrattore acromatico per ridurre un pò la turbolenza atmosferica. Questa volta ho trovato buona anche la combinazione del filtro Baader Continuum (che uso per le riprese solari in accopiata a prisma di Herschel) più un filtro ir block. La prossima volta spero di riuscire a realizzare dei filmati comparativi fra le due soluzioni.

E ora vorrei dare uno sguardo al meteo, con una panoramica sullo scorso anno:

– Gennaio 6 notti serene, tutte con seeing scadente

– Febbraio 7 notti serene, tutte con seeing scadente

– Marzo 11 notti serene, tutte con seeing scadente

– Aprile 12 notti serene, tutte con seeing scadente

– Maggio 16 notti serene, tutte con seeing scadente

– Giugno 23 notti serene, tutte con seeing scadente

– Luglio 22 notti serene, tutte con seeing scadente

– Agosto 29 notti serene, tutte con seeing scadente

– Settembre 8 notti serene, tutte con seeing scadente

– Ottobre 15 notti serene, tutte con seeing scadente

– Novembre 6 notti serene, di cui una con seeing discreto

– Dicembre 6 notti serene, tutte con seeing scadente

Riassumendo: 161 notti serene su 365, ovvero il 44%. e una sola notte di seeing discreto. Almeno come notti serene c’è stato un sensibile miglioramento rispetto al 2016 (solo il 33% di notti serene, ma con più notti di seeing migliore).

Il 2018 purtroppo è iniziato male a livello meteo:

– Gennaio 8 notti serene, tutte con seeing scadente

– Febbraio 7 notti serene, tutte con seeing scadente

– Marzo 5 notti serene, tutte con seeing scadente

Nebulosa Testa di Cavallo di fine anno

dicembre
31st
2017

Uno degli oggetti più iconici del cielo profondo invernale è la nebulosa testa di cavallo – Ic434, nella costallazione di Orione. E’ un oggetto, anche in questo caso, che avevo già ripreso ai tempi del vecchio Pentax 75.

In quel caso, grazie alla minore focale di 500 mm avevo potuto riprendere anche parte della Nebulosa Fiamma.

Venendo alla ripresa di circa un mese fa ecco l’immagine, frutto di 43 pose da 5 minuti:


Cliccando sulla miniatura sarà possibile visualizzare l’immagine a piena risoluzione e con i dati tecnici di ripresa.

Rispetto alla ripresa di qualche anno fa, l’integrazione è simile, il rapporto focale dei due strumenti anche, ma quello che cambia è il diametro (102 mm contro 75 mm) e la focale (714 mm contro 500 mm). Ovviamente con il nuovo rifrattore il campo è minore ma ho messo maggiormente in evidenza la nebulosa e i dettagli della zona.

Ho riguardato le pose a distanza di oltre un mese per pigrizia, e ho dovuto cestinare ben 25 frames per via delle nuvole. In questo periodo il maltempo la fa da padrone ed è difficile fare integrazioni lunghe. Oltretutto sul mio terrazzo i fumi da riscaldamento precludono le riprese.

In ogni caso il setup ha funzionato come un orologio svizzero 🙂 Grazie al software Voyager il sistema è ora pienamente automatizzato, e il fattore cruciale, la messa  a fuoco, ora avviene in automatico. Non ho dovuto scartare neanche una posa! Sono finalmente soddisfatto del risultato raggiunto, anche se la nebulosa necessita di maggiore integrazione: vorrei acquisire almeno il triplo delle pose.

Ecco il riepilogo meteo:

– Gennaio 6 notti serene, tutte con seeing scadente

– Febbraio 7 notti serene, tutte con seeing scadente

– Marzo 11 notti serene, tutte con seeing scadente

– Aprile 12 notti serene, tutte con seeing scadente

– Maggio 16 notti serene, tutte con seeing scadente

– Giugno 23 notti serene, tutte con seeing scadente

– Luglio 22 notti serene, tutte con seeing scadente

– Agosto 29 notti serene, tutte con seeing scadente 

– Settembre 8 notti serene, tutte con seeing scadente

– Ottobre 15 notti serene, tutte con seeing scadente

– Novembre 6 notti serene, di cui una con seeing discreto

E con quest’ultimo post chiudiamo il 2017, un anno che mi ha dato diverse soddisfazioni nel campo delle riprese dopo aver sostituito la strumentazione. Spero di poter avere tante notti serene nel 2018 e naturalmente auguro buon anno e cieli sereni a tutti gli amici astrofili con questa grande passione 🙂