Nebulosa Bozzolo

novembre
26th
2017

A metà mese di ottobre ho deciso di riprendere un nuovo oggetto: la nebulosa Bozzolo, meglio conosciuta come Cocoon nebula nella costellazione del Cigno. Avevo provato a riprenderla il mese prima ma col riduttore di focale, giusto per testarne l’efficacia.

Mi sono reso conto che è un oggetto di piccole dimensioni e non molto luminoso (se paragonato a nebulose come la Trifida ad esempio). Così ho deciso di riprenderla a piena focale (715 mm):


Cliccando sulla miniatura sarà possibile visualizzare l’immagine a piena risoluzione e con i dati tecnici di ripresa.

Ho realizzato queste riprese nell’arco di 4 notti utilizzando il software Voyager 

Sono stato così in grado di accumulare 113 riprese da 10 minuti. Il telescopio si è comportato ottimamente, non avendo bisogno di ritoccare il fuoco per diverse ore dall’inizio delle riprese.  In generale il tubo perdeva il fuoco intorno alle 2 di mattina, ma è un comportamento veramente buono rispetto al vecchio Takahashi Fsq 85 che avevo. In ogni caso ora mi sono dotato anche della messa a fuoco elettronica e quindi il problema è superato e l’automazione è diventata praticamente totale 🙂

 

Prime riprese solari con prisma di Herschel

novembre
5th
2017

Un paio di mesi fa ho deciso di dotarmi del prisma di Herschel per le riprese in luce bianca del sole. Ho scelto il modello della Baader perchè è molto ben fatto, ha un sistema di puntamento efficace, comprende 3 filtri ND di densità variabile (oltre al filtro ND 3 montato nel prisma) e un filtro Continuum (ttuo da 2″).

Purtroppo le prime riprese sono state flagellate dal solito cattivo seeing, ma mi sono fatto una idea iniziale rispetto alla pellicola in astrosolar che usavo: il prisma mantiene una immagine più definita, soprattutto quando si sale di focale. La differenza qualitativa non è molta, e ad essere sinceri, non giustifica la differenza di prezzo tra un foglio di astrosolar e il prisma. Vedremo quando il seeing sarà migliore, nel frattempo il sole sta attraversando un periodo di attività minima (ovviamente!).

Il rifrattore acromatico Bresser 152 si è dimostrato ideale per questo tipo di riprese. La prima immagine che propongo è il classico mosaico, realizzato il 30 settembre:


Cliccando sulla miniatura sarà possibile visualizzare l’immagine a piena risoluzione con i dati tecnici di ripresa.

Salendo di focale ho realizzato le mie migliori riprese di macchie solari, nonostante il seeing scadente:



Cliccando sulle miniature sarà possibile visualizzare le immagini a piena risoluzione e con i dati tecnici di ripresa.

Il giorno seguente, 1 ottobre, ho provato a riprendere ancora una delle macchie solari, e con mia sorpresa ho notato che la sua formazione era leggermente cambiata 🙂


Cliccando sulla miniatura sarà possibile visualizzare l’immagine a piena risoluzione con i dati tecnici di ripresa.

Credo sia la mia migliore ripresa di una macchia solare, e il seeing era scadente… Non oso immaginare la resa in caso di una discreta mattinata! Il Bresser 152 si conferma un’ottima macchina da alta risoluzione anche sul sole 😉

E per finire il consueto riepilogo sul meteo:

– Gennaio 6 notti serene, tutte con seeing scadente

– Febbraio 7 notti serene, tutte con seeing scadente

– Marzo 11 notti serene, tutte con seeing scadente

– Aprile 12 notti serene, tutte con seeing scadente

– Maggio 16 notti serene, tutte con seeing scadente

– Giugno 23 notti serene, tutte con seeing scadente

– Luglio 22 notti serene, tutte con seeing scadente

– Agosto 29 notti serene, tutte con seeing scadente 

– Settembre 8 notti serene, tutte con seeing scadente

– Ottobre 15 notti serene, tutte con seeing scadente

Nebulosa Trifida in Halpha

ottobre
22nd
2017

Querst’anno ho realizzato molte riprese e nei meandri del mio disco ho trovato degli scatti sulla nebulosa Trifida realizzati con il nuovo rifrattore TLAPO1027. Si tratta delle prime riprese effettuate con questo telescopio. Sinceramente mi ero dimenticato di averle fatte e in un primo momento pensavo di aver ripreso con il mio vecchio Fsq 85.

Poi riguardando le date di acquisizione  e controllando meglio gli scatti, ho capito che erano fatte con il nuovo rifrattore. Devo dire che ha performato alla grande, con una puntiformità stellare buona fino quasi ai bordi (non ho usato il riduttore perchè non avevo ancora i necessari raccordi).

Purtroppo le riprese sono state realizzate ad agosto, quando la nebulosa era molto bassa e la finestra utile per le riprese ridottissima. Infatti sono gli scatti di una sola serata, soltanto 14 da 5 minuti l’uno. Addirittura non sono riuscito a realizzare neanche i flat frames! In ogni caso anche con soli 70 minuti di integrazione (che sono pochissimi) l’immagine mostra gran parte della nebulosa Trifida.

Il segnale è poco ma questo rifrattore ha fatto miracoli, nonostante il suo rapporto focale a f7 non sia velocissimo, anzi:


Cliccando sulla miniatura sarà possibile visualizzare l’immagine a piena risoluzione e con i dati tecnici di ripresa.

Ovviamente per cercare di recuperare quanto più segnale possibile ho stirato l’immagine al limite, e infatti un pò di rumore viene fuori, ma fare di più con 70 minuti di riprese è praticamente impossibile!

E’ un peccato aver potuto riprendere per una sola serata e per un tempo così ridotto questa splendida nebulosa. Il prossimo anno mi impegnerò per realizzarla con una tricromia in banda stretta con una lunga integrazione 🙂

 

Nebulosa Crescent in banda stretta con la nuova strumentazione

ottobre
8th
2017

Alla fine di questa estate ho deciso di riprendere nuovamente questa nebulosa dalla forma così particolare. E’ un soggetto che ho già ripreso in varie salse, col Visac a lunga focale,  o con il Takahashi Fsq 85 lo scorso anno.

In realtà questa volta la mia intenzione era quella di vedere quanto potesse rendere il nuovo telescopio, un TLAPO1027, ovvero un rifrattore apocromatico Ts Optics da 102 mm di aperto a f7. E’ un tripletto con lente FPL53. Ovviamente non ha il blasone del mio vecchio Takahashi FSQ85, e nemmeno le sue prestazioni ottiche, ma costa molto di meno (neanche la metà incluso lo spianatore di campo!). Alla fine un telescopio come l’Fsq 85 era sprecato nelle mie condizioni di cielo e di utilizzo, anche perchè la mia camera ha un sensore molto piccolo e avere un costosissimo astrografo a campo piano sul formato full frame era inutile. Detto questo posso anticipare che il TLAPO1027 performa bene, si vede un pò di curvatura di campo ma le riprese sono avvenute senza lo spianatore (mi mancava un raccordo per il collegamento alla ruota portafiltri). In più, cosa non da poco, è meno sensibile al cambio di temperatura durante la notte. Parlerò di questo strumento in un post a parte con le mie impressioni prossimamente.

La ripresa è avvenuta a 700 mm di focale (in realtà circa 715 mm come da successive misurazioni). La mia intenzione era anche vedere quanto riuscissi ad andare profondo accumulando il maggior segnale possibile, come avevo fatto lo scorso anno:


Cliccando sulla miniatura sarà possibile visualizzare l’immagine a piena risoluzione e con i dati tecnici di ripresa.

L’immagine non è profonda come quella del Fsq85, ma bisogna considerare alcuni aspetti:

  • con l’fsq 85 ho ripreso ben 360 pose da 5 minuti (30 ore di ripresa!), contro le 302 (25 ore abbondanti) sempre da 5 minuti del TS 102. Però il Takashi ha un rapporto di apertura di f5,3 contro gli f7 del TS.
  • la focale di ripresa aumenta da 450 mm a 715 mm e vedo la nebulosa risolta meglio, addirittura meglio che nella ripresa del Visac che era un 20 cm! Però alla focale del Visac entra in gioco anche il discorso del seeing che penalizza la ripresa.

Come per il Takahashi, si pone il problema della resa della tricromia con le riprese in banda stretta Hubble palette. C’è tanto verde ed è normale visto che il segnale del canale Halpha è il più presente. Corroborato dalle varie riprese che ho trovato in rete (tutte verdi!) ho provato un pò a ridurre la presenza dell’Halpha ma cercando di mantenere dettaglio e segnale. Per farlo mi sono avvalso dei comandi di correzione selettiva del colore in PS:


Cliccando sulla miniatura sarà possibile visualizzare l’immagine a piena risoluzione e con i dati tecnici di ripresa.

Ovviamente in questo caso entriamo nel gusto soggettivo perchè è come decidere come e cosa colorare della nebulosa per farla apparire più o meno gradevole.

Tra le varie combinazioni di colore che ho tentato quella che ritengo migliore come rappresentazione estetica e qualità del segnale, è la tricromia con la palette CFHT:


Cliccando sulla miniatura sarà possibile visualizzare l’immagine a piena risoluzione e con i dati tecnici di ripresa.

La tricromia con questa palette è la migliore rappresentazione estetica a mio parere per questa ripresa.

In conclusione posso dire che il nuovo arrivato si è comportato bene, a parte un pò di lieve curvatura di campo ai bordi estremi del frame. D’Altronde parliamo di un tripletto senza spianatore, quindi va bene anche così. La focale di 715 mm, accoppiata alla mia camera ccd, può produrre risultati interessanti su molte nebulose.

Come di consueto aggiorno anche i dati meteo, con l’arrivo dell’autunno cominciano a diminuire le notti serene:

– Gennaio 6 notti serene, tutte con seeing scadente

– Febbraio 7 notti serene, tutte con seeing scadente

– Marzo 11 notti serene, tutte con seeing scadente

– Aprile 12 notti serene, tutte con seeing scadente

– Maggio 16 notti serene, tutte con seeing scadente

– Giugno 23 notti serene, tutte con seeing scadente

– Luglio 22 notti serene, tutte con seeing scadente

– Agosto 29 notti serene, tutte con seeing scadente 

– Settembre 8 notti serene, tutte con seeing scadente

Nebulosa IC1318 a colori

ottobre
1st
2017

La ripresa della nebulosa IC1318 durante lo star party di Fonte Vetica è stata particolarmente difficile. Durante le riprese infatti ho avuto notevoli guai derivanti dal sistema di autoguida 🙁 Utilizzando Voyager 2 che si appoggia a PHD 2 per la guida avevo frequenti messaggi di disconnessione della camera e non ne capivo il perchè. Nei giorni successivi facendo altri test ho capito che il problema non era il software ma il cavo usb e l’hub usb. Infatti la Zwo Asi 178M che uso per la guida funziona bene esclusivamente se collegata col suo cavo usb originale e senza passare dall’hub usb anche se alimentato. Purtroppo avevo la camera a disposizione da pochi giorni e non ho potuto fare prove sufficienti prima dello star party. La sfortuna infatti ha voluto che la fidata Orion starshoot si sia rotta nel periodo estivo, e la Magzero Mz5 presa come rimpiazzo ha tirato le cuoia dopo pochi giorni.

Visto che partivo con parte della strumentazione abbastanza nuova e con Voyager 2 alla prima uscita in montagna, ho scelto un target a mio parere “semplice”: la nebulosa IC1318 intorno alla stella Sadr nella costellazione del Cigno. E’ una nebluosa bellissima, che ho già ripreso tempo fa da casa in banda stretta Halpha.

Purtoppo mi sbagliavo: nelle riprese del cielo profondo non ci sono target facili o difficili: sono semplicemente tutti difficili 🙂 A causa dell’inconveniente al sistema di autoguida ho potuto accumulare poco segnale, solo 1 ora per canale, componendo una quadricromia in LRGB.

L’elaborazione è stata sofferta, tanto che pubblico la ripresa solo adesso. Creando infatti la quadricromia col canale di luminanza ho un netto peggioramento dell’immagine. Secondo me è dovuto alla scarsa integrazione e alla nebulosa che emette praticamente quasi solo nel rosso. Per questo propongo una immagine in RGB “pura”:


Cliccando sulla miniatura sarà possibile visualizzare l’immagine a piena risoluzione e con i dati tecnici di ripresa.

La ripresa è quindi frutto soltanto di 3 ore di integrazione, che sono un tempo veramente basso. Col senno di poi avrei potuto utilizzare l’ora spesa sul canale di luminanza per distribuirla fra i canali RGB e accumulare più segnale utile. Vale per la prossima volta 😉